giovedì 14 febbraio 2008

PAOLO MARTINIG, esperto di design

Quanto è importante per il mondo della sedia saper investire nel design?

Più che importante, direi che è fondamentale. Soprattutto per un oggetto che, come la sedia, non viene più acquistata per il solo fine funzionale. Per fare del buon design, ci vuole molta ricerca, apertura mentale a 360 gradi, confronto e coraggio, caratteristiche non certo diffuse nel Distretto. Ma il solo design non basta, serve un adeguato supporto di marketing e comunicazione, altre due parole semisconosciute. La riconoscibilità è uno dei fattori di successo di qualsiasi prodotto.

Per quanto riguarda il nostro Distretto, più che saper investire, parlerei di VOLER investire in design. Per la maggioranza delle aziende è più semplice “ispirarsi” a prodotti altrui.


Quale futuro vede per il mondo della sedia?

Per il distretto, così com’è strutturato, non si prospetta un grande futuro. Dal 1996, quando altri paesi e produttori si sono affacciati sui mercati tradizionalmente occupati dalle aziende manzanesi, la maggior parte degli imprenditori non ha capito la differenza tra consegnare e vendere. Mi spiego meglio. Negli anni d’oro, quando i tedeschi (e molti altri) venivano a farci costruire le loro sedie al miglior prezzo possibile, le nostre aziende si limitavano ad eseguire l’ordine. Questo è consegnare.

Quando un’azienda prende coscienza del proprio marchio (identità e immagine) e si attiva per divulgarne la conoscenza, sviluppa prodotti che a loro volta hanno una identità e immagine precisa, crea una struttura per la proposizione e la diffusione del prodotto e del servizio ad esso legato, questo è vendere.

Nel nostro distretto continueremo a fare sedie, ma in modo diverso.

- Resteranno i grandi gruppi, con prodotti di fascia media e bassa che hanno già delocalizzato la produzione in altri paesi non solo rimanendo competitivi, ma migliorando addirittura le loro performance.

- Alcune decine di aziende. che offrono l’eccellenza in design, qualità e servizio, che occupano nicchie di mercato particolarmente remunerative come le forniture navali, l’ospitalità in generale e l’alto profilo residenziale.

- I terzisti che sapranno riconvertire le loro aziende, abbandonando il sogno dei numeri che non ci sono più, in qualità e servizio, quelli che smetteranno di consegnare e inizieranno a vendere le loro capacità produttive e, soprattutto, non produrre più solo sedie.

Il Distretto, purtroppo, continuerà il processo di ridimensionamento attualmente in atto. Non sarà più il distretto dell’80% della produzione nazionale, ma dovrà diventare quello del 100% della produzione di qualità.

Potremmo continuare a parlare per ore di cause ed effetti della crisi, sono stati fatti decine di convegni, studi e tavole rotonde sul tema, ma la soluzione resta sempre e solo legata alla volontà ed alla capacità degli imprenditori a dare al mercato quello che il mercato chiede.

Cosa ne pensa dell'idea del blog di NeoSedia e quali consigli potrebbe darci per migliorarlo?

Il blog è un’idea fantastica ed io stesso lo frequento quasi quotidianamente, ma come ho scritto sulla rubrica del Circolo della Sedia, purtroppo sono pochi i visitatori e nessuno di questi ha il coraggio di scrivere nulla. Un blog si migliora da solo, però è necessario trovare la chiave per innescare il dibattito. L’unico consiglio che vi posso dare è di continuare con questo impegno, vedrete che i risultati arriveranno.

Il nostro Istituto ha in programma un progetto di alternanza Scuola-Lavoro per il prossimo anno scolastico: Quali contenuti inserirebbe in un modulo didattico utili a qualificare ancora di più le competenze di noi studenti?

La percezione che si ha dell’Istituto è quella di una scuola di falegnami o poco più e chi si iscrive ai corsi, probabilmente, non pensa di frequentare in seguito l’università. Come ho avuto modo di sottolineare nell’incontro del 26 gennaio, l’Istituto è nato per soddisfare specifiche esigenze del distretto. Oggi, queste esigenze, non sono più le stesse e credo che la scuola, non abbia saputo percepire completamente questa evoluzione. La vostra specifica è: “Operatore per l'Industria del Mobile e dell'Arredamento”; ma mobili ed arredi non sono solo in legno e la sedia in modo particolare. Credo che avere una competenza tecnica specifica sia importante, ma allargare l’orizzonte dei materiali e completarla con una preparazione gestionale generale sia indispensabile. Saper costruire una sedia o un mobile, oggi non è più sufficiente. Si deve conoscere ed usare tutti gli strumenti che permettono al nostro prodotto di andare sul mercato con il miglior risultato possibile, e non parlo solo di vendite, ma anche, ad esempio, di una efficace ricerca e gestione dei fornitori e delle risorse umane disponibili all’interno ed all’esterno dell’azienda.
Dovete essere preparati per poter affrontare un percorso universitario, la scuola deve essere l’incubatrice di futuri manager e imprenditori, non solo di “smanettoni” di macchine CNC. Non deve subire di riflesso la crisi del Distretto, ma deve comunicare all’esterno tutto questo per evitare una “crisi delle vocazioni”.

Quali consigli vuole dare ad un giovane che voglia intraprendere una attività nel campo del design?

il design è una disciplina che, per una parte, può essere appresa con la didattica , ma il resto deve venire da dentro. Passione, curiosità, coraggio, determinazione. La creatività è la normale conseguenza di tutto questo.
Non omologarsi, avere il coraggio delle proprie idee. In una parola OSARE.

1 commento:

Anonimo ha detto...

SONO ASSOLUTAMENTE DACCORDO