giovedì 20 marzo 2008

LORIS BASSO, Sindaco di Corno di Rosazzo


CI PUO’ DESCRIVERE LE INIZIATIVE DEL SUO COMUNE DEDIVATE AI GIOVANI?

Oggi nella società dei consumi e delle accelerate dinamiche della produzione Internet, occorre consolidare i rapporti fra i giovani per la tutela della loro crescita equilibrata e armonica.

Ogni giorno bisogna fare i conti con le insidie della vita e pertanto è necessario sviluppare in loro le coscienze del ruolo che occuperanno nella società. Non ci sono spazi felici che si occupano senza sacrifici e responsabilità.

La nostra Amministrazione si inserisce a ragion veduta tra le agenzie educative del giovane, dopo la famiglia e la scuola. Il problema vero, relativamente al pianeta giovani è quello di qualificare con le strategie operative opportune, l’inserimento del giovane nella società di cui è chiamato a condividere i problemi e interessi, formarlo alla consapevole responsabilità, al senso del dovere ed allo spirito di sacrificio, se necessario.

Il problema non è quantificare i saperi, ma qualificarli per spronarli a superare con dignità e onestà le necessità che emergono costantemente dalla vita quotidiana.

Allo scopo di migliorare le qualità della vita dei giovani sono state adottate azioni che sostengono le loro esperienze associative, relazionali e di socializzazione.

A tal proposito è stata fornita e sostenuta l’associazione “SPAKIN PIERIS” dall’aggregazione di un gruppo di ragazzi, coordinato dal un animatore, che si incontrano con regolarità in locali messi a disposizione dell’Amministrazione comunale. Inseriti nel territorio con animosità forniscono una collaborazione attiva e fattiva in qualsiasi circostanza sono chiamati ad intervenire.

I provvedimenti adottati e da adottare a favore dai giovani hanno lo scopo di indirizzarli alla giustizia, legalità e moralità, a infondere e suscitare in loro il senso di responsabilità, del dovere e di servizio. Un banco di prova per i cittadini di un vicino domani.

QUALE FUTURO VEDE PER IL MODO DELLA SEDIA E QUALI SONO LE INIZIATIVE CHE IL SUO COMUNE HA PROPOSTO PER USCIRE DALLA DIFFICILE SITUAZIONE CHE LA ZONA STA VIVENDO?

Il nostro comune ha una dimensione umana dal punto di vista urbanistico e paesaggistico ed una comunità molto vivace sia sotto l’aspetto economico che sociale.

Un tessuto di piccole aziende ed imprese artigiane in particolare del settore della produzione delle sedie ed una importante attività vitivinicola.

Corno di Rosazzo, assieme a Manzano e San Giovanni al Natisone ha rappresentato il miracolo imprenditoriale del così detto “triangolo della sedia” che molto ha dato alla nostra regione sia in termini occupazionali che di ricchezza..

Dieci anni fa si potevano contare oltre 100 attività dedite al settore, non solo della filiera produttiva ma anche riferite al prodotto finito, con oltre 800 addetti

Ma questo punto di forza oggi si è rilevato una debolezza ed ai giorni nostri a causa di una crisi nota ed ampiamente discussa, contiamo solo una sessantina di attività. Inoltre la mancata individuazione, nei tempi opportuni, di una zona a servizio delle aziende del territorio ha spinto diversi imprenditori a migrare nei comuni limitrofi.

In passato, in tempi di crisi, il distretto ha saputo sempre autoregolamentarsi spontaneamente.

Senza ricerche di interventi esterni, si è destrutturato, modificato e nuovamente ristrutturato per affrontare le mutate esigenze del mercato. Questa volta invece è diverso e lo stesso encomiabile sforzo fatto attraverso leggi e contributi finanziari ha sinora ottenuto risultati modesti.

Ora sempre più ci accorgiamo che lo sviluppo di un territorio non è pensabile come frutto di un protagonismo di un solo soggetto.

Ciò che è determinante, invece, è la partecipazione e l’attivismo di più attori – fare squadra - come bene ha individuato la regione con la legge sui distretti dove le sinergie fra imprese, legati all’opportunità di essere vicine, dove l’omogeneità culturale, la prossimità geografica, ma anche l’occasione per scambiare idee, tecnologie e servizi che sono stati fattori vincenti.

Sono convinto che le sinergie che l’ASDI SEDIA del quale questo comune è stato un forte sostenitore, sarà in grado di far convergere ed innescare un’iniezione di fiducia, con la consapevolezza che il coordinamento pubblico-privato potrà indicare la direzione che comunque dovrà essere colta dagli imprenditori. Il programma ed i progetti redatti dal ASDI che prossimamente saranno posti alla valutazione dell’amministrazione regionale e l’inserimento del nostro territorio comunale nei programmi di zonizzazione per gli aiuti di Stato a finalità regionale, ritengo daranno l’impulso che tutti attendiamo.

Il nostro territorio, di certo non si sottrae a questo periodo di difficoltà economica e per questo motivo dobbiamo impegnarci ancora di più a ricercare nuove opportunità di sviluppo che non vengono solamente dal settore della sedia.

Abbiamo la fortuna di avere un territorio vocato alla produzione vitivinicola d’eccellenza dove sono insediate oltre 20 aziende produttrici, il ns compito è quello di continuare a farlo conoscere, sviluppare le diverse opportunità che offre, le sue tipicità agro-alimentari, i numerosi agriturismi, bed & breakfast che affiancati allo spirito dei nostri imprenditori permetteranno di superare anche questo cambiamento.

Una nuova generazione di viticoltori ha compreso la necessità di rinnovarsi nel prodotto e nelle modalità di approcciare i mercati, per competere in un mercato internazionale sempre più esigente.

Ma la sola qualità del prodotto non è più sufficiente, se non è affiancata dalla valorizzazione del suo territorio e le nostre scelte hanno intrapreso questo percorso con la variante 20 in corso di approvazione e anche dal nuovo piano di sviluppo rurale.

Il turismo in un territorio, oltre ad aiutare l’economia diretta ed indiretta di quel luogo è certamente un motore trainante per migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti e nello stesso tempo diventa patrimonio naturale della collettività.

COSA NE PENSA DELL’IDEA DI BLOG DI NEOSEDIA E QUALI CONSIGLI POTREBBE DARCI PER MIGLIORARLO?

Ogni iniziativa che tenda a supportare ed incentivare il nostro territorio e la nostra economia è degna di encomio. Pertanto auspico a voi di continuare ad individuare iniziative che sviluppino temi a servizio dei cittadini e ne creino i dovuti interessi, che cerchino di fare squadra e completino le iniziative prodotte dalle amministrazioni comunali e talvolta stimolino quest’ultime qual’ora si distraggano.

QUALI CONSIGLI VUOLE DARE AD UN GIOVANE CHE VOGLIA INTRAPRENDERE UNA ATTIVITA’ POLITICA?

Continuare a fare cosa stanno già facendo con questo blog, ampliando il mondo della conoscenza e delle relazioni, individuando ed inserendosi in modo costruttivo nelle diverse iniziative volte a migliorare la qualità della vita dei cittadini nel senso più ampio del termine.

lunedì 25 febbraio 2008

ANGELO SPERANZA, Amministratore delegato Catas


Ci può descrivere in breve la sua azienda?
Il Catas è un laboratorio accreditato di prove nel settore del legno arredo, nasce nel 1969 ed è un’azienda speciale della camera di commercio.
Agli inizi degli anni ‘90 diventa una S.r.l e alla fine del ’90 diventa una società per azioni ed acquisisce un laboratorio in Brianza. Al momento ha due sedi operative, qui a San Giovanni con 33 operai e con un fatturato di circa 3 milioni e mezzo di euro.

Quale futuro vede per il mondo della sedia?
Futuro c’è se, a mio avviso, gli imprenditori smettono di pensare ai numeri e pensano invece in particolare alla qualità del prodotto, ed intendo tutto quello che riguarda il prodotto dalla produzione alla qualità, tenendo conto delle prestazioni, della sicurezza e durata, fino al post vendita. Questo è il futuro per conto mio.
Non ci saranno certo possibilità di fare grandi numeri come si facevano una volta quindi si deve essere subito presenti e disponibili sul mercato.

Cosa ne pensa dell’idea del blog NeoSedia e quali consigli potrebbe darci per migliorarlo?
Sinceramente non ho ancora visto il vostro blog in quanto secondo me è stata poco chiara l’indicazione per accedervi. Sinceramente ho seri dubbi che venga visionato da molti in quanto si crede molto in Internet ma non è così perché non tutti ne fanno uso, per questo partite già male.
Successivamente occorrerebbe che le aziende accettassero, come noi abbiamo fatto, di avere un link presente nel blog, che permetta di accedere al sito della loro azienda.


Quali possibilità può avere nella Sua azienda un giovane diplomato presso il nostro Istituto?
Certamente la presenza di ex allievi della scuola è grande, le possibilità ci sono: ora ci sono 33 persone impiegate e gran parte di esse provengono proprio dalla vostra scuola con cui c’è un ottimo rapporto.


Il nostro Istituto ha in programma un progetto di alternanza Scuola-Lavoro per il prossimo anno scolastico: come potrebbe contribuire la Sua azienda? Quali contenuti inserirebbe in un modulo didattico utili a qualificare ancora di più le competenze di noi studenti?
Qua ci sarebbe da parlare per molto.
Per quanto riguarda il progetto scuola-lavoro è interessante, ad esempio la scuola potrebbe sfruttare il periodo estivo, in cui i ragazzi potrebbero svolgere un tirocinio nelle varie aziende, ma i ragazzi e la scuola non sempre sono disponibili. La scuola si deve muovere in questo. Anche a Lissone nell’altra nostra sede lo facciamo con scuole disponibili del luogo.
E’ una buona possibilità per i ragazzi, fin dagli anni 70 durante l’estate tutti andavano al lavoro.
Come contenuti da inserire nella programmazione devo dire che sono sempre stato critico soprattutto da quando è stato cambiato il progetto (mi riferisco al Progetto ’92) perché il Ministero non ha sentito le aziende prima di procedere.
A mio avviso i primi tre anni dovrebbero avere pochi aspetti tecnico-pratici, mentre negli ultimi due bisognerebbe sopperire a questo.Un altro punto importante sarebbe fare delle ricerche, ad esempio come era stato fatto alcuni anni fa, con delle verifiche di quello che c’era sul mercato in quel momento, poi l’analisi di quello che esisteva, e la progettazione di qualcosa di nuovo, di innovativo. Successivamente la realizzazione di un prodotto. Sarebbe così possibile, negli ultimi due anni, portare a compimento questo progetto, ma per renderlo possibile gli insegnanti dovrebbero essere disponibili e per me non lo sono. Dovrebbe cambiare il sistema all’interno della scuola.

domenica 24 febbraio 2008

PIERLUIGI ZAMO', titolare ILCAM




Ci può descrivere in breve la sua azienda?



La sede ILCAM è situata a Cormòns nella zona industriale e comprende 70.000 mq scoperti e 40.000 coperti. All’interno si realizzano giornalmente 30.000 frontali per mobili in legno e materiale polimerico con il lavoro di oltre 500 dipendenti.
Questi sono i numeri di un'azienda che è nata nel 1959 a Manzano ,poi nel 2000 trasferita nel nuovo stabilimento di Cormons.



Quale futuro vede per il mondo della sedia?



Al momento il distretto sta passando una crisi “strutturale”che non è passeggera ma che continua a essere un problema statico. Sono state svolte diverse analisi, il punto sul quale tutti concordano è di trovare delle soluzioni commerciali e di marketing. Gli investimenti commerciali e di marketing sono molto costosi, bisognerebbe che le aziende o l’intero distretto si unissero per trovare delle soluzioni a questo problema. Una soluzione per poter mettere assieme aziende e istituzioni è di rilanciare il distretto attraverso il legno visto come elemento moderno ed eco-sostenibile a differenza di altri materiali come plastica, vetro, alluminio a attraverso la realizzazione di oggetti che siano trattati con sostanze non dannose per l’ambiente ad esempio vernici ad acqua.



Cosa ne pensa dell’idea del blog NeoSedia e quali consigli potrebbe darci per migliorarlo?



Per creare un’ attrattiva verso il nostro distretto bisognerebbe propagandare la nostra zona come impegnata nell’ eco-sostenibilità attraverso nuove conoscenze e tecnologie che rivalutino il legno presentandolo non come un materiale “antico”, ma sempre in continuo sviluppo e da utilizzare in modo nuovo.



Quali possibilità può avere nella Sua azienda un giovane diplomato presso il nostro Istituto?



Le possibilità che può avere un giovane diplomato presso l’azienda sono molteplici. I diplomati possono essere assunti come progettisti, capi reparto, per la gestione di fabbriche estere, sempre a seconda delle loro capacità.



Il nostro Istituto ha in programma un progetto di alternanza Scuola-Lavoro per il prossimo anno scolastico: come potrebbe contribuire la Sua azienda? Quali contenuti inserirebbe in un modulo didattico utili a qualificare ancora di più le competenze di noi studenti?



Nella azienda ci sono stati successi di giovani operai, uno in particolare ha iniziato a lavorare alle presse e oggi si trova nel reparto commerciale. Gli operai giovani hanno un maggiore vantaggio se sanno utilizzare macchinari di ultima tecnologia.
L’azienda accoglie a porte aperte gli studenti che intendono svolgere stage all’interno dell’azienda. Inoltre sono stati finanziati corsi di formazione.
L’idea di portare i macchinari nell’istituto non è una brutta idea, ma visto come la tecnologia si sta evolvendo è difficile stare al passo. Una soluzione vede gli studenti coinvolti all’interno delle aziende migliori dove sono presenti le ultime tecnologie, in modo di stuzzicare l’interesse e la voglia di apprendimento.




GIUSTO MAURIG, Presidente Circolo della Sedia

Ci può descrivere in breve la sua associazione?

Il Circolo della Sedia nasce dall’esigenza, avvertita da un gruppo di persone diverse per età, sesso e condizione lavorativa, di creare un punto d’incontro, un momento di aggregazione, per discutere della situazione del Distretto della Sedia dall’interno del Distretto stesso.
La nostra zona negli ultimi anni è stata scossa da numerosi cambiamenti: una crisi economica non congiunturale, ma stratturale – causata dalla globalizzazione – che ha colpito in particolare le imprese artigiane, ossia la base della nostra economia; una crisi generazionale, che causa difficoltà nella “successione” aziendale, come pure nel “ricambio” delle classi dirigenti a livello amministrativo e di categoria; un cambiamento del tessuto sociale, dovuto all’elevato numero di immigrati giunti anche nel Distretto in cerca di migliori condizioni lavorative e spesso di una migliore qualità della vita.
Di fronte a tutto questo gli attori del Distretto mancano spesso di dinamicità. L’immobilismo, l’attesa di aiuti esterni che facciano cambiare qualcosa, non pagano.
Ecco che, nel nostro piccolo, ci proponiamo di creare un moto di idee che contribuisca a dare una scossa, che dimostri come ci siano ancora possibilità di crescita e di attrattiva per la nostra terra.

Quale futuro vede per il mondo della sedia?

Come dicevo, il Distretto non può permettersi di attendere soluzioni dall’esterno.
Il “mondo della sedia” non può essere cancellato dalla concorrenza globale, perché il nostro prodotto è “altro”, ma dobbiamo essere noi i primi a crederci.
La nostra sedia è “Qualità”, è tradizione e innovazione assieme e deve essere valorizzata in un contesto generale di promozione culturale.
Turismo industriale, enogastronomia, accoglienza devono fare da cornice ad un prodotto d’eccellenza per quanto riguarda materiali, colorazioni e collanti atossici e quant’altro.
E accanto a design innovativi e a ricerca di materiali alternativi, la buona vecchia sedia in legno, figlia di una tradizione che dobbiamo far capire ai nostri giovani, se vogliamo che la facciano propria e siano pronti a portarla avanti.

Cosa ne pensa dell'idea del blog Neosedia e quali consigli per migliorarlo?

Tutte le iniziative promozionali delle realtà del Distretto sono interessanti, spiace vedere che ancora in molti non comprendono le potenzialità dell'ambiente Internet, ma non dovete certamente abbattervi: voi giovani siete oggi il Distretto di domani, per cui il mio consiglio è di perseverare, aggiornando il blog rapidamente, in modo che l'interesse cresca, un po' come è accaduto anche per il nostro sito. Collegatevi ad altri blog o siti di scuole affini intorno al mondo per scambiare opinioni e progetti, allargando il più possibile i vostri orizzonti.

Quali sono le iniziative che la Sua associazione propone ai giovani?

L'editoriale di Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera di alcuni giorni fa titolava: “Ripartiamo dalla scuola”. Questo è stato uno dei punti fondanti del nostro Circolo: creare un dialogo con la vostra scuola, la scuola del Distretto, per capire quali siano le sue reali potenzialità, quali le sue difficoltà, in modo da creare una sinergia tra Ipsia – Industria – Istituzioni, tre “I” per una scommessa vincente che ha già dato tre frutti importanti: il convegno “L'Albero della Sedia”; la borsa di studio e la tavola rotonda con categorie e addetti del settore, ideata per migliorare una concatenazione di rapporti non sempre facile e immediata, ma vitale per lo sviluppo della nostra zona.

Il nostro Istituto ha in programma un progetto di alternanza Scuola - Lavoro per il prossimo anno scolastico: come potrebbe contribuire la Sua associazione?

Dialogare per capire e capirsi; informare per conoscere e conoscerci è in sintesi la mia idea, il mio filo conduttore durante questa intervista.

In accordo con questo spirito il Circolo della Sedia può aiutarvi ad ampliare il raggio dei vostri contatti e può contribuire a creare interesse attorno ai vostri progetti formativi, tutto questo arricchendo e migliorando ancora la nostra già proficua collaborazione.

giovedì 14 febbraio 2008

PAOLO MARTINIG, esperto di design

Quanto è importante per il mondo della sedia saper investire nel design?

Più che importante, direi che è fondamentale. Soprattutto per un oggetto che, come la sedia, non viene più acquistata per il solo fine funzionale. Per fare del buon design, ci vuole molta ricerca, apertura mentale a 360 gradi, confronto e coraggio, caratteristiche non certo diffuse nel Distretto. Ma il solo design non basta, serve un adeguato supporto di marketing e comunicazione, altre due parole semisconosciute. La riconoscibilità è uno dei fattori di successo di qualsiasi prodotto.

Per quanto riguarda il nostro Distretto, più che saper investire, parlerei di VOLER investire in design. Per la maggioranza delle aziende è più semplice “ispirarsi” a prodotti altrui.


Quale futuro vede per il mondo della sedia?

Per il distretto, così com’è strutturato, non si prospetta un grande futuro. Dal 1996, quando altri paesi e produttori si sono affacciati sui mercati tradizionalmente occupati dalle aziende manzanesi, la maggior parte degli imprenditori non ha capito la differenza tra consegnare e vendere. Mi spiego meglio. Negli anni d’oro, quando i tedeschi (e molti altri) venivano a farci costruire le loro sedie al miglior prezzo possibile, le nostre aziende si limitavano ad eseguire l’ordine. Questo è consegnare.

Quando un’azienda prende coscienza del proprio marchio (identità e immagine) e si attiva per divulgarne la conoscenza, sviluppa prodotti che a loro volta hanno una identità e immagine precisa, crea una struttura per la proposizione e la diffusione del prodotto e del servizio ad esso legato, questo è vendere.

Nel nostro distretto continueremo a fare sedie, ma in modo diverso.

- Resteranno i grandi gruppi, con prodotti di fascia media e bassa che hanno già delocalizzato la produzione in altri paesi non solo rimanendo competitivi, ma migliorando addirittura le loro performance.

- Alcune decine di aziende. che offrono l’eccellenza in design, qualità e servizio, che occupano nicchie di mercato particolarmente remunerative come le forniture navali, l’ospitalità in generale e l’alto profilo residenziale.

- I terzisti che sapranno riconvertire le loro aziende, abbandonando il sogno dei numeri che non ci sono più, in qualità e servizio, quelli che smetteranno di consegnare e inizieranno a vendere le loro capacità produttive e, soprattutto, non produrre più solo sedie.

Il Distretto, purtroppo, continuerà il processo di ridimensionamento attualmente in atto. Non sarà più il distretto dell’80% della produzione nazionale, ma dovrà diventare quello del 100% della produzione di qualità.

Potremmo continuare a parlare per ore di cause ed effetti della crisi, sono stati fatti decine di convegni, studi e tavole rotonde sul tema, ma la soluzione resta sempre e solo legata alla volontà ed alla capacità degli imprenditori a dare al mercato quello che il mercato chiede.

Cosa ne pensa dell'idea del blog di NeoSedia e quali consigli potrebbe darci per migliorarlo?

Il blog è un’idea fantastica ed io stesso lo frequento quasi quotidianamente, ma come ho scritto sulla rubrica del Circolo della Sedia, purtroppo sono pochi i visitatori e nessuno di questi ha il coraggio di scrivere nulla. Un blog si migliora da solo, però è necessario trovare la chiave per innescare il dibattito. L’unico consiglio che vi posso dare è di continuare con questo impegno, vedrete che i risultati arriveranno.

Il nostro Istituto ha in programma un progetto di alternanza Scuola-Lavoro per il prossimo anno scolastico: Quali contenuti inserirebbe in un modulo didattico utili a qualificare ancora di più le competenze di noi studenti?

La percezione che si ha dell’Istituto è quella di una scuola di falegnami o poco più e chi si iscrive ai corsi, probabilmente, non pensa di frequentare in seguito l’università. Come ho avuto modo di sottolineare nell’incontro del 26 gennaio, l’Istituto è nato per soddisfare specifiche esigenze del distretto. Oggi, queste esigenze, non sono più le stesse e credo che la scuola, non abbia saputo percepire completamente questa evoluzione. La vostra specifica è: “Operatore per l'Industria del Mobile e dell'Arredamento”; ma mobili ed arredi non sono solo in legno e la sedia in modo particolare. Credo che avere una competenza tecnica specifica sia importante, ma allargare l’orizzonte dei materiali e completarla con una preparazione gestionale generale sia indispensabile. Saper costruire una sedia o un mobile, oggi non è più sufficiente. Si deve conoscere ed usare tutti gli strumenti che permettono al nostro prodotto di andare sul mercato con il miglior risultato possibile, e non parlo solo di vendite, ma anche, ad esempio, di una efficace ricerca e gestione dei fornitori e delle risorse umane disponibili all’interno ed all’esterno dell’azienda.
Dovete essere preparati per poter affrontare un percorso universitario, la scuola deve essere l’incubatrice di futuri manager e imprenditori, non solo di “smanettoni” di macchine CNC. Non deve subire di riflesso la crisi del Distretto, ma deve comunicare all’esterno tutto questo per evitare una “crisi delle vocazioni”.

Quali consigli vuole dare ad un giovane che voglia intraprendere una attività nel campo del design?

il design è una disciplina che, per una parte, può essere appresa con la didattica , ma il resto deve venire da dentro. Passione, curiosità, coraggio, determinazione. La creatività è la normale conseguenza di tutto questo.
Non omologarsi, avere il coraggio delle proprie idee. In una parola OSARE.