domenica 24 febbraio 2008

GIUSTO MAURIG, Presidente Circolo della Sedia

Ci può descrivere in breve la sua associazione?

Il Circolo della Sedia nasce dall’esigenza, avvertita da un gruppo di persone diverse per età, sesso e condizione lavorativa, di creare un punto d’incontro, un momento di aggregazione, per discutere della situazione del Distretto della Sedia dall’interno del Distretto stesso.
La nostra zona negli ultimi anni è stata scossa da numerosi cambiamenti: una crisi economica non congiunturale, ma stratturale – causata dalla globalizzazione – che ha colpito in particolare le imprese artigiane, ossia la base della nostra economia; una crisi generazionale, che causa difficoltà nella “successione” aziendale, come pure nel “ricambio” delle classi dirigenti a livello amministrativo e di categoria; un cambiamento del tessuto sociale, dovuto all’elevato numero di immigrati giunti anche nel Distretto in cerca di migliori condizioni lavorative e spesso di una migliore qualità della vita.
Di fronte a tutto questo gli attori del Distretto mancano spesso di dinamicità. L’immobilismo, l’attesa di aiuti esterni che facciano cambiare qualcosa, non pagano.
Ecco che, nel nostro piccolo, ci proponiamo di creare un moto di idee che contribuisca a dare una scossa, che dimostri come ci siano ancora possibilità di crescita e di attrattiva per la nostra terra.

Quale futuro vede per il mondo della sedia?

Come dicevo, il Distretto non può permettersi di attendere soluzioni dall’esterno.
Il “mondo della sedia” non può essere cancellato dalla concorrenza globale, perché il nostro prodotto è “altro”, ma dobbiamo essere noi i primi a crederci.
La nostra sedia è “Qualità”, è tradizione e innovazione assieme e deve essere valorizzata in un contesto generale di promozione culturale.
Turismo industriale, enogastronomia, accoglienza devono fare da cornice ad un prodotto d’eccellenza per quanto riguarda materiali, colorazioni e collanti atossici e quant’altro.
E accanto a design innovativi e a ricerca di materiali alternativi, la buona vecchia sedia in legno, figlia di una tradizione che dobbiamo far capire ai nostri giovani, se vogliamo che la facciano propria e siano pronti a portarla avanti.

Cosa ne pensa dell'idea del blog Neosedia e quali consigli per migliorarlo?

Tutte le iniziative promozionali delle realtà del Distretto sono interessanti, spiace vedere che ancora in molti non comprendono le potenzialità dell'ambiente Internet, ma non dovete certamente abbattervi: voi giovani siete oggi il Distretto di domani, per cui il mio consiglio è di perseverare, aggiornando il blog rapidamente, in modo che l'interesse cresca, un po' come è accaduto anche per il nostro sito. Collegatevi ad altri blog o siti di scuole affini intorno al mondo per scambiare opinioni e progetti, allargando il più possibile i vostri orizzonti.

Quali sono le iniziative che la Sua associazione propone ai giovani?

L'editoriale di Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera di alcuni giorni fa titolava: “Ripartiamo dalla scuola”. Questo è stato uno dei punti fondanti del nostro Circolo: creare un dialogo con la vostra scuola, la scuola del Distretto, per capire quali siano le sue reali potenzialità, quali le sue difficoltà, in modo da creare una sinergia tra Ipsia – Industria – Istituzioni, tre “I” per una scommessa vincente che ha già dato tre frutti importanti: il convegno “L'Albero della Sedia”; la borsa di studio e la tavola rotonda con categorie e addetti del settore, ideata per migliorare una concatenazione di rapporti non sempre facile e immediata, ma vitale per lo sviluppo della nostra zona.

Il nostro Istituto ha in programma un progetto di alternanza Scuola - Lavoro per il prossimo anno scolastico: come potrebbe contribuire la Sua associazione?

Dialogare per capire e capirsi; informare per conoscere e conoscerci è in sintesi la mia idea, il mio filo conduttore durante questa intervista.

In accordo con questo spirito il Circolo della Sedia può aiutarvi ad ampliare il raggio dei vostri contatti e può contribuire a creare interesse attorno ai vostri progetti formativi, tutto questo arricchendo e migliorando ancora la nostra già proficua collaborazione.

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